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EVENTI E MOSTRE PITTURA - SPAZIO INTERATTIVO

Spazio interattivo ove è possibile leggere o annunciare, solo eventi e mostre di pittura, quindi non scultura, non letteratura, non fotografia o video. Clicca sul tasto INFO e poi su SCRIVI.


Data Inserimento: Fri, Feb 11, 2011 - 22:29:00

Evento N°: 956

Nome: immaginecolore

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Località: GENOVA
ALCHIMIA DEL PENSIERO
Dal 12 al 28 febbraio 2011
Genova

L'attività che negli ultimi tempi la Galleria Immagine & Colore sta svolgendo con apprezzabile continuità si qualifica tanto sul versante culturale che affianca le iniziative artistiche quanto per le felici scelte degli autori chiamati ad esporre, tutti dotati di una forte personalità stilistica ed espressiva.

Nella fattispecie si tratta di quattro pittori, Gabriele Casale, Ilenia Rosati, Maria Pia Sapenza e Roberto Scaramozzino, provenienti da esperienze diverse ma uniti dalla forza di un gesto dietro il quale si affaccia un mondo di idee che trova espressione in una pluralità di accenti che senza dubbio incanterà i visitatori.

Il viaggio lungo le pareti della Galleria inizia idealmente con il più chiuso dei quattro, Gabriele Casale, nella cui opera raramente si affacciano elementi figurativi per privilegiare un lungo soliloquio fatto di geometrie e di un fitto rincorrersi di corrispondenze interne che trova espressione nella musicale tipologia della variazione su un tema. Così infatti sono organizzate le sue serie che alternano atteggiamenti di quiete e di moto come i tempi delle beethoveniane Trentatre variazioni su un valzer di Diabelli. La variazione di Casale è bitematica in quanto ricorre in eguale misura ad un vertiginoso geometrismo e ad un uso magistrale dei colori, talora capaci di meraviglie prismatiche che possono ricondurre ad una rivisitazione aggiornata di certe tematiche già introdotte da Vasarely.

L'itinerario prosegue con la traduzione in termini figurativi dei concetti espressi dal grande storico olandese Johan Huizinga nel suo Homo ludens, in cui esprimeva la teoria secondo la quale l'uomo, posto di fronte alle difficoltà dell'esistenza, si conforta in due modi, attingendo il sacro o stordendosi nel gioco, soprattutto un gioco esorcizzante nel quale i grandi terrori notturni vengono tradotti in immagini festose, in mostri dall'aspetto accattivante sino ad attingere il fiabesco. Il gioco condotto da Ilenia Rosati ha insieme tale caratteristica ludica ed una straordinaria fantasia creativa che si rifrange nei mille dettagli di una visione che trascina l'osservatore in mondi almeno temporaneamente rassicuranti nei quali il nemico non sembra in grado di incutere timore ma, anzi, si propone come un cordiale vicino di casa con il quale sono possibili tranquilli rapporti. Il vigore delle invenzioni della Rosati è tale da poter affrontare la grande scala, la dimensione dei murales nei quali trascrivere e comunicare un senso di serenità al pubblico che li frequenta.

Legata ad una dimensione inquietante della vita è al contrario l'esperienza che emerge dalla vasta produzione di Maria Pia Sapenza, le cui tele riportano ad un mondo di gesti misteriosi compiuti da personaggi che sfuggono ad una precisa identificazione per qualificarsi attraverso le azioni che compiono piuttosto che per le loro fisionomie. Cappotti scuri dai baveri rialzati, cappelli fortemente calcati, situazioni di segno indecifrabile collocano lo straordinario lavoro di un'artista ricca di forza espressiva su un doppio livello: da un lato le sue immagini paiono adatte alla copertina di un mistery degli Anni '30; dall'altro la pongono accanto ad illustri esponenti dell'espressionismo tedesco quali Kubin, il primo Jawlenskij, Pechstein e forse lo stesso Grosz, altrettanto drammatico ma di segno più lineare.

In una tavolozza essenziale, impostata sui colori scuri, uomini e situazioni si avvicendano con la drammaticità propria all'espressionismo ma spesso tradiscono una volontà simbolica che fa assurgere a situazioni puntuali un più universale valore di esempio della incomunicabilità, ovvero del concetto sartriano secondo il quale il vivere è per tutti gli uomini della terra una solitaria esperienza.

Una volontà di pace attraverso la consolazione della fede emerge dai lavori di Roberto Scaramozzino, un pittore che ha molto faticato in solitaria meditazione per giungere ai risultati oggi espressi in tele dalle quali emerge un senso di gravezza esistenziale ma al tempo stesso la possibilità di una consolazione già possibile nella dimensione terrena e certa nella sua proiezione escatologica. La vita, la valle di lacrime delle Scritture, è tanto difficile da darci la certezza di un premio per il solo fatto di aver portato a termine la nostra esistenza. Per Scaramozzino Giobbe non è un solitario personaggio biblico, ma tali siamo noi tutti esseri viventi sulla terra. Il suo argomentare ha trovato da qualche tempo, attraverso una lunga preparazione di bozze e di schemi figurativi, uno sfogo appropriato attraverso la riduzione dei colori impiegati in una tavolozza essenziale che consente di operare per masse anziché per dettagli, inutili in una pittura nella quale l'idea prevale sul segno. [Aldo Maria Pero]
a cura di Loredana Trestin


Inaugurazione: sabato 12 febbraio ore 18,00
Luogo: spazio espositivo di Immaginecolore.com Gallery vico del Fieno 21r - Genova
Art direction: Anna Ferrari
Presentazione critica: Prof. Aldo Maria Pero


Data Inserimento: Fri, Feb 11, 2011 - 10:23:49

Evento N°: 955

Nome: GABI MINEDI

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Località: MILANO

GABI MINEDI



Fili elettrici e Pancake

Sono solo l'involucro del mio colore (Patrizio Maria)

MILANO
Galleria GAV
1-31 Marzo 2011
inaugurazione giovedì 17 ore 18.30

Travolgente, irrefrenabile e sovversiva, moderno Don Chisciotte eternamente in cammino per difendere i deboli e riparare i torti. Gabi Minedi è un'idealista che si dibatte tra 'Pancake', metafora di tutto il bello ed ideale per cui vale la pena di lottare e 'Fili elettrici', bassezze e miserie umane di ogni sorta, un'immensa palude di metaforico fango da cui anela a sollevarsi con la sua leggerezza, la sua ironia e la sua sfuggente evanescenza. (Simona Clementoni)

Gabi Minedi è un giocattolo con l'antifurto! E' una chiusura lampo, un buco della serratura, una zanzara a quadretti che se ti punge ti regala un fiore, una candela che brucia la notte e una bocca che mastica canditi. Tanti i soldatini nella sua mano leggera che graffiano e colorano di anidride carbonica e di vento la vita che spesso è troppo geometrica. Siamo di fronte ad un'artista della nuova scena underground internazionale, un'artista radicale e indie che ha il giusto tic-tac della bomba che sta per esplodere e imbrattare di colore magnifico e deciso questo mondo-palazzo abitato da uomini grigi e carnivori. Entrando con le sneakers dentro le sue opere si ha come la sensazione di attraversare un bosco surreale, minimale, diverso, pieno di nuove invenzioni e sperimentazioni dove crescono frutti mai visti e dove passeggiano animali di ferro e signorotti che al posto delle gambe hanno ruote a forma di orologio dove caramelle e muffin di miele e fruttosio crescono sugli alberi in ordine sparso lasciando il gusto allo spettatore di attraversarne il sentiero senza seguirlo. Minedi è dissetante come una limonata e divertente come un'altalena. I suoi graffi, i suoi lamenti e denunce corrodono correttamente il mondo-finestra decostruendolo per poi ricomporlo in modo giocoso, spensierato, attento, cinematografico e colto. Le opere di Minedi sono una scimmia sulla schiena per tutti i signori quadrati che non sanno sorridere. Molti si rispecchieranno nelle sue opere che continuano a girare il Mondo dando penna e voce a chi non ha il coraggio di farlo. Siamo davanti a qualcosa di diverso, di attivo, di trasgressivo e di dolce. Un pungibol di speranza per una cultura stanca e sonnolenta. Un istinto, un raptus, un gesto e un cane che ti morde lo stomaco e ti lecca la coscienza. Minedi o la si ama o la si odia, non mette d'accordo nessuno è questo è il bello ma di certo non si può ignorare la sua stravaganza, la sua forza, la sua voglia di divertire, la sua creatività, il suo essere primal scream, il suo modo di creare musica teatro e cinema con le sue opere e la sua bravura pittorica. Un fumetto perfetto per una vita di vignette. Un estintore che spegne incendi inutili ma getta benzina sulla normalità. E' una lente di ingrandimento sulla piccola statura della dignità. A cena con Minedi? non si può evitare di ordinare metri di insalata colorata e un litro di chiodi al pesce ombrello, un chease cake con la corda e un tramezzino al cocomero, uno spaghetto di fustagno e una scarpa piena di mirtilli! Preparatevi! Stiamo entrando in un mondo diverso dove anche voi finalmente vivrete la vostra favola metropolitana e sarete protagonisti indiscussi di questo mondo che sembra molto più interessante grazie a Gabi Minedi. Not a storm in a cup of tea! (Patrizio Maria)


Intervento critico: di Gian Ruggero Manzoni e Patrizio Maria Unplugged
Ufficio stampa: Station Gallery Roma
Con il Patrocinio: Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano
Dove: Galleria GAV - Via Accademia, 56
20131 Milano Tel. 02 28901370


Data Inserimento: Thu, Feb 10, 2011 - 13:05:54

Evento N°: 954

Nome: StatArt Associazione Culturale

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Località: MILANO
Associazione Circuiti Dinamici e Statart presentano:

CIRCUITI DINAMICI

Dal 14 febbraio al 3 marzo 2011
Presso: Associazione Circuiti Dinamici già Circolo Culturale Bertolt Brecht
Via Giovanola n° 21/C - Milano
Inaugurazione: ore 20,00 del 14 febbraio 2011 - Ingresso gratuito

Con il 2011 si inaugura il secondo ciclo di mostre collettive della serie Circuiti Dinamici promosse dall’Associazione Circuiti Dinamici già Circolo Culturale Bertolt Brecht e curate da StatArt. Progetto ideato col fine di rendere “reale” un’arte che molto spesso nasce e vive solo nel web. Si crea così un circuito dinamico che coinvolge mondo virtuale e mondo reale intessendo una rete di scambi e di connessioni reciproche. L’artista diventa l’attore, l’ideatore sia nel web che nell’epifania della creazione che accade qui e ora. In particolare questa interconnessione avviene nella performances che nel web vivono solo per metà. Arte come un circuito: mai statico, ma dinamico, mutevole e vario. Trentadue i giovani artisti selezionati con trentadue interpretazioni diverse del tema, indagato attraverso differenti tecniche esecutive che spaziano dalla pittura alla fotografia, dall’installazione al disegno, dalle performances ai video. Per ogni ciclo si è pensato di proporre un artista maturo al fine di creare un confronto, un dialogo e una visione dilatata nel tempo: le esperienze artistiche sono cicliche o no?

Gli artisti protagonisti in questa occasione sono: Giuseppe Abbati, Daria Baiocchi, Antonella Besia, Davide Marega, Alexandra Matveeva, Maria Cristina Sammarco, Jacopo Silvestri.

Circuiti Dinamici, Astratti e metafisici sono i cardini di questa mostra: Alexandra Matveeva compie una disamina di se stessa nella serie Attimi Riflessi. Nove autoritratti in bianco e nero che carpiscono l’immagine riflessa negli specchi di una casa americana dell’ottocento. In Orme di Antonella Besia emerge invece il rapporto uomo-natura. Il candore lunare del corpo liscio e sinuoso, che si raggomitola quasi contorcendosi per ritrovare il legame primordiale, contrasta con la ruvidezza dei rami secchi e spezzati che indicano la caducità della natura. La ciclicità della vita è affrontata da Jacopo Silvestri nel Trittico della morte che parte come riflessione sul tale tema, ma anche qui si mette in atto quel processo di rigenerazione. In La metafisica non è più di moda l’artista indaga lo spazio, la figura e le rese “atmosferiche”: filosofia e arte si fondono e confondono. L’apparente astrattismo di Davide Marega cela l’essenza della spiritualità che viene colta solo dopo un’osservazione più intima e meditata: Campo di grano; La tempesta che suscitano le percezioni sensoriali. Atmosfere delicate, perlacee, quasi acquarellate costituiscono le opere Senza titolo di Maria Cristina Sammarco: “paesaggi” astratti composti dal solo pigmento e materia che suscita i sensi dell’osservatore, trasportandolo in mondi contemplativi e meditativi, pacati e sereni. Giuseppe Abbati gioca con le identità attraverso le scomposizioni dei volti dei soggetti che, grazie alla tecnica del collage e della frammentazione del colore, divengono specchio dell’interiorità. Chiari riferimenti a Bacon e ai dadaisti: In balia della mente e Dai una nuova direzione. Immagini immerse in una contemporaneità dissolvente. Daria Baiocchi, compone le musiche per il video-performance Belle di Luis Fernandes, che racconta attraverso le immagini, trasparenze, sovrapposizioni, riflessioni della luce e dei suoni, l’estetica del movimento dei corpi e del reale che li circonda.



Data Inserimento: Wed, Feb 9, 2011 - 20:26:55

Evento N°: 953

Nome: Paola Pacchiani

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Località: ROMA
“Sette artisti, sette stili”
dal 19 al 26 febbraio 2011
Palazzo Margutta
Roma


Inn scena l’arte con la A maiuscola; l’evento, in programma al civico 55 di Via Margutta, è diventato da tempo un appuntamento fisso nel calendario della nota Galleria e punta a stimolare la coscienza critica degli spettatori.

Ciascun artista lavora con tecniche diverse e affronta tematiche differenti per esprimere il proprio talento, testimoniare le proprie capacità e comunicare al pubblico le proprie emozioni. E’ questo il filo conduttore sulla base del quale ha preso corpo l’esposizione “Sette artisti, sette stili”.
Così - raccolte in questa preziosa collettiva, organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte” e in programma a Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) dal 19 al 26 febbraio prossimi (ingresso gratuito) – si mostrano al pubblico tele sulle quali pennellate lineari diventano vere e proprie traiettorie emozionali fino a indicare un viaggio nel conscio e nell'inconscio così come nell’animo umano, ma anche sculture - realizzate in materiali spesso diversi e molte volte perfettamente miscelati tra di loro - caratterizzate da un linguaggio forte e da una vitalità espressiva unica. In esposizione anche Purità, il quadro realizzato da Marco Krasinski e classificatosi terzo “…per aver saputo trasformare la forma classica del ritratto in qualcosa di più attuale e moderno, utilizzando tecniche semplici ma di grande effetto estetico” alla VIII^ Edizione del Premio Openart, svoltasi recentemente a Piazza del Popolo presso le Sale Del Bramante.

“Tutti gli autori coinvolti nell’esposizione – ha detto il Maestro Elvino Echeoni, Presidente dell’Associazione Margutta Arte e direttore artistico della società Il Mondo dell’Arte – presentano tecniche originali e affrontano temi differenti. Si va dall’arte surreale e astratta a quella minimalista, passando per pezzi in cui si evidenzia un uso del colore di stendhaliana reminiscenza o per lavori che giocano sulla percezione visiva dell’uomo, accendendo l’immaginazione di ognuno di noi nella ricerca di una identificazione personale”.

La kermesse, che è uno degli incontri fissi nel calendario della nota Galleria, ha un obiettivo ambizioso: sviluppare nello spettatore una coscienza critica che gli permetta di riconoscere, nella produzione realizzata da ogni artista, la capacità di ciascuno di loro così come di apprezzare le differenze presenti nella loro visione.

L’organizzazione dell’esposizione è stata curata dal Maestro Elvino Echeoni unitamente ad Adriano Chiusuri e Remo Panacchia. A prendere parte a questo piacevole scambio artistico: Fernanda Andrea Cabello (in arte Fany), Pina Di Marcantonio, David Gollins, Marco Krasinski, Riccardo La Monica, Antonella Magliozzi e Andrea Roggi.


Vernissage: sabato 19 febbraio 2011 dalle 18,00 alle 22,00


Data Inserimento: Fri, Feb 4, 2011 - 23:40:11

Evento N°: 951

Nome: Domenica Concilio

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Località: NAPOLI
Nikka
espone
Dal 15 al 28 Febbraio 2011
ore 17,00 - 20,00
presso il salottino
"Hotel Chiaja de Charme"
NAPOLI

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