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EVENTI E MOSTRE PITTURA - SPAZIO INTERATTIVO

ATTENZIONE
Questo spazio sarà a breve chiuso. Abbiamo tuttavia appena aperto la sezione EVENTI E MOSTRE DI PITTURA su Facebook dove sei invitato a postare il tuo evento.


Data Inserimento: Wed, Apr 27, 2011 - 18:52:40

Evento N°: 1033

Nome: RENATA SORTINO

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Località: BERGAMO
“COLORE E DISSOLVENZE”: I PAESAGGI NELLA PITTURA DI
ANGELO CELSI

Presso l’Atelier del Tadini a Lovere un’occasione unica per ammirare oltre cinquanta opere del Maestro bergamasco.

Villaggi di montagna in cui la luce scherza mirabilmente, rive di fiumi tratteggiate con rapide pennellate sicure, nervose, che si fondono in un caleidoscopio di colori in movimento, paesaggi che “toccano” nell’intimo suggerendo riflessioni di carattere spirituale: sono la sintesi delle opere che il pittore bergamasco Angelo Celsi (Songavazzo, 1937) espone nella personale dal titolo “Colore e dissolvenze”, allestita presso l’Atelier del Tadini a Lovere a cura della Fondazione Credito Bergamasco, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Tadini e la sezione loverese “Diamo colore alla ricerca” dell’Associazione Italiana Parkinsoniani.
«Giunto all’apice della propria attività artistica, Angelo Celsi, eccellente pittore dotato di spiccata personalità, gode all’estero - ed in particolare nel Canton Ticino,
dove risiede ed è iniziata la sua attività artistica - di consolidata fama» ha dichiarato Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Creberg.
«Formatosi essenzialmente a Brera, seguito e apprezzato da autorevoli critici, il Maestro ha partecipato a numerose rassegne, esponendo in prestigiose sedi internazionali. Nella Svizzera tedesca in particolare, avendo realizzato significative opere su commissione pubblica cui sono seguiti importanti riconoscimenti, egli si è costruito un “curriculum” artistico di tutto rispetto, divenendo uno dei più affermati pittori. Al contrario - sottolinea ancora Piazzoli - pur essendo conosciuto ed apprezzato nei luoghi in cui è nato e cresciuto (Sebino, Val Cavallina, Val Seriana) - Angelo Celsi non ha ancora ricevuto la meritata ribalta nella propria provincia di origine. Ed è per questo motivo che proponiamo all’attenzione del pubblico, nella
celebre sede della pinacoteca Tadini di Lovere, la mostra “Colore e dissolvenze: paesaggi e figure nell’opera di Angelo Celsi”».
L’esposizione - accompagnata da un bellissimo catalogo monografico, con saggi e testi illustrativi di Angelo Piazzoli e Dalmazio Ambrosioni, e con riproduzioni
fotografiche di Carlo Agostinelli - propone una serie di ben cinquanta opere su tela prevalentemente dedicate ai temi della natura e del paesaggio. «Vogliamo approfondire particolarmente questo ambito, che nelle precedenti esposizioni ha avuto meno visibilità rispetto a quello inerente le figure umane, pur costituendo una
parte significativa della produzione di Celsi» spiega Angelo Piazzoli, curatore insieme a Silvia Meloni della rassegna.
Continua Piazzoli: «l’arte di Angelo Celsi - inizialmente contrastata e materica, particolarmente nelle rappresentazioni di figure - tende col tempo a rasserenarsi e a stemperarsi fino a sfociare nelle dissolvenze delle nature appartenenti alla sua produzione più recente: le atmosfere diventano sospese, surreali, evocative; i colori
permangono nella loro varietà e complessità ma si attenuano e l’evanescenza si accentua».
«Questa antologica, che contiene un elevato numero di dipinti dell’autore -prosegue Piazzoli - consente di ripercorrere in modo chiaro le principali tappe del suo
affascinante itinerario artistico, seguendone tutto lo sviluppo. Sarà pertanto possibile vedere, uno accanto all’altro, i paesaggi giovanili, caratterizzati da colori caldi, vivaci, carichi di influenze popolaresche fino alle architetture silenziose, evocative e sfumate delle sue ultime fatiche. Occorre tempo per veder tutto, ma sarà speso bene».
«I paesaggi di Angelo Celsi - aggiunge Dalmazio Ambrosioni, storico e critico d’arte - sono tipicamente interiori, rivissuti attraverso il ricordo, l’affetto, il bisogno di
riconoscervi qualcosa di sé, di legarli ad un tempo non consumato. Sono paesaggi della storia, di una certa idea della storia, visto che l’artista va a cogliere aspetti non
deteriorabili, inseguendo come un’idea sironiana di tipicità. Catturano un principio di bellezza nel continuo andirivieni tra villaggi e greti, nature e vegetazioni (boschi, alberi, chiome colorate, fiori…) cieli e laghi e persino qualche anonima periferia».
«La mostra dedicata ad Angelo Celsi - specifica ulteriormente Angelo Piazzoli - fa parte del ricco programma di iniziative attraverso le quali la Fondazione, che si
sta sempre più affermando come importante protagonista e promotrice di eventi e di interventi artistici/culturali di eccellenza nei territori di propria pertinenza, intende
degnamente celebrare il 120° anniversario di fondazio ne del Credito Bergamasco; trattandosi di un istituto da sempre fortemente radicato nel proprio territorio di
riferimento, ci è parso naturale non limitare gli eventi celebrativi a Bergamo, città ove la banca ha la propria sede legale e direzione generale, ma diffonderli capillarmente
nei principali luoghi di storica presenza dell’istituto di credito per ribadirne la stretta vicinanza, ed anzi la piena appartenenza, alle Comunità locali».
«Con questa mostra, destinata a suscitare grande interesse, la Banca e la Fondazione Creberg proseguono dunque nel ruolo attivo di divulgazione e valorizzazione dell’arte e della cultura espresse in ambito locale, donando ai visitatori
un’opportunità significativa per conoscere ed apprezzare le opere di un artista assai più noto all’estero che in patria. Naturalmente» prosegue Piazzoli «come qualificata
rassegna di bella pittura, essa costituisce uno stimolo aggiuntivo alla visita dell’Accademia Tadini e delle significative bellezze storico/paesistiche della Città di
Lovere e del suo comprensorio, soggetti con i quali - oltrepassando la dimensione del semplice sostegno finanziario a mostre, eventi, pubblicazioni, formazioni sociali - il Credito Bergamasco ha portato a felice compimento rilevanti iniziative».
«E’ di tutta evidenza infatti come la prossimità della Banca a questa Città si esplichi sia nell’importante sostegno che da circa un secolo (la filiale storica iniziò ad
operare nel 1913) essa assicura all’economia locale, alle imprese ed alle famiglie del territorio, sia nel costante supporto a progetti di grande qualità che questa comunità
ha, nel corso del tempo, felicemente attuato. Al riguardo non posso non ricordare, fra gli altri, numerosi interventi di restauro della Basilica di Santa Maria in Valvendra -
realizzati grazie a contributi a fondo perduto della Banca - ovvero la storica prossimità all’Accademia Tadini per i cui dipinti il Credito Bergamasco ha, a più
riprese, sostenuto i costi di interventi di accurato restauro e per la quale ha disposto altresì, per il prossimo triennio, un rilevante stanziamento per la ristrutturazione di una porzione storica dell’ edificio. E sicuramente non ci fermeremo qui».
La mostra tematica di Angelo Celsi rimarrà aperta dal primo al 22 maggio e si potrà visitare da martedì a venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00; sabato, domenica e festivi dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 15.00 alle 19.00.
L’ingresso è libero.


Data Inserimento: Tue, Apr 26, 2011 - 10:19:56

Evento N°: 1032

Nome: colleen corradi

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Località: PESCARA
11 giugno 2011
si inaugura PSYCHE- Anima e Corpo
dove? A castiglione a Casauria in contrada Madonna della Croce, presso il centro Dedalo (via fornaca 28) tel 3200156911

Mostra interattiva con lavori di Paolo Cospito, Colleen Corradi Brannigan, Manuel Lau (peruviano) Ellen Peckham (USA) Tomomi ONO (Giappone) Raffaele Gigante e Francesco Astolfi.

Per informazioni www.centrodedalo.it



Data Inserimento: Sun, Apr 24, 2011 - 00:24:59

Evento N°: 1031

Nome: Giovanna Segalla

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Località: Italy
MOSTRA:Jacques Villeglé. Opere dagli anni ’60 ai 2000
DESCRIZIONE: personale di Jacques Villeglé
A CURA DI: Dominique Stella
INAUGURAZIONE: Giovedì 14 aprile ore 18.30 con la straordinaria presenza dell'artista
PERIODO: 14 aprile 2011 – 21 maggio 2011
SEDE: YvonneArtecontemporanea
Contrà Porti, 21 - 36100 Vicenza
Tel. 393 9060790 / 0444021105
email: info@yvonneartecontemporanea.com
www.yvonneartecontemporanea.com
ORARI GALLERIA: Martedì – Sabato 15.30 – 19.30
Con il patrocinio del Comune di Vicenza

Giovedì 14 aprile alle ore 18.30 Yvonneartecontemporanea inaugura la mostra personale di Jacques Villeglé. Opere dagli anni '60 al 2000, con la straordinaria presenza dell’artista.
Jacques Villeglé è una delle maggiori figure dell'arte contemporanea francese. A 85 anni gode meritatamente del riconoscimento istituzionale internazionale, consacrato nel 2008 dalla retrospettiva al Centre Pompidou di Parigi. E’ l'unico artista francese esposto al Moma di NewYork. Lo sguardo di Jacques Villeglé, acuto, di un blu penetrante, alimenta la sua opera fatta di pezzi rubati, al servizio del Lacerato Anonimo. Certo riconosce il suo essere pittore, ma lo vive con ironia, come una contraddizione: un artista che si appropria di un’opera creata da anonimi sui tabelloni pubblicitari. La sua generazione, secondo Villeglé, non ha portato i grandi cambiamenti dell’avanguardia dell’inizio del XX secolo, ma ha affinato le ricerche dei suoi predecessori, apportato forme e tecniche nuove, coltivato un certo spirito di apertura, un comportamento ironico. L’appropriazione dei manifesti lacerati è una di queste, inventata da Villeglé e Raymond Hains. Nel 1949 a Parigi, entrambi hanno l’idea di impadronirsi di questo materiale pubblico. Da allora, Jacques Villeglé s’impossessa di un manifesto così come un rapace della sua preda. Il gesto è al servizio dello sguardo. L’artista sceglie un manifesto per un insieme di caratteristiche: la matericità, il contenuto, l’immagine, i cromatismi: “Raymond Hains preferiva soprattutto le parole o le lettere, a me interessava l’insieme. Però, ho preso alcuni manifesti politici in funzione del soggetto.” Dopo l’individuazione, estremamente rapida, “riesco velocemente a giudicare un affiche, sono distaccato, non ho mai l’impressione di averlo fatto io”.Villeglé inquadra mentalmente l’opera. Il gesto di appropriazione al servizio dello sguardo è rapido, persino violento. Jacques cattura, trafuga ciò che l’occhio ha notato, precipita sulla preda. Il suo stile personale che privilegia l'anonimato lo ha allontanato da Hains, ognuno ha proseguito per la sua strada. Jacques décollagiste ha continuato fino al 2000 a catturare manifesti emblematici, pur inventandosi parallelamente una scrittura propria che ha intitolato "Segni socio-politici". Questa scrittura gli consente di interpretare il mondo attraverso un linguaggio personale che trasfigura la realtà quotidiana in un romanzo atipico e colorato col quale ci racconta il mondo. E' il suo modo di partecipare all'avventura odierna della quale lui rimane una figura forte, critica e contemporanea.
Nella galleria Yvonneartecontemporanea sono esposte 4 opere della serie “Segni socio politici” e una cinquantina di décollage dagli anni ’60 al 2000 che ripercorrono le vie della Francia dove il maestro Villeglé ha “trovato” le sue opere
Catalogo disponibile realizzato con il contributo di IGVI http://issuu.com/yvonneartecontemporanea/docs/catalogo_villegl_


Data Inserimento: Sat, Apr 23, 2011 - 15:23:54

Evento N°: 1030

Nome: soqquadro

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Località: PERUGIA
Comune di Assisi

“SOTTO L’OMBRELLO”
Installazione di 500 ombrelli dipinti nel centro storico di Assisi
dell’artista Alexander Jakhnagiev
inaugurazione sabato 30 aprile 2001 ore 11.00, Corso Mazzini, Assisi
29 aprile – 02 maggio 2011
a cura di Maurizia Berardi

Il Comune di Assisi ha il piacere di invitarVi in Corso Mazzini ad Assisi, Sabato 30 Aprile 2001 alle ore 11.00, all’inaugurazione dell’installazione d’arte “Sotto l’Ombrello” dell’artista Alexander Jakhnagiev.
Oltre 500 ombrelli dipinti copriranno Corso Mazzini ad Asisisi allestiti ad altezza di 5 metri sullo sfondo della basilica di San Francesco e la chiesa di Santa Chiara. Gli ombrelli sono stati dipinti dall’artista insieme ai bambini delle scuole assisiane nel corso del 2010 . L’iniziativa, a cura di Maurizia Berardi, vuole riflettere e far riflettere sul bisogno di protezione e la precarietà. Una Land Art che trasformerà un pezzo del centro storico di Assisi permettendo ai visitatori di entrare dentro l’opera.

info: 349 6309004
“Sotto l’Ombrello – installazione di Land Art, centro storico di Assisi, Corso Mazzini, durata: dal 29 aprile al 2 maggio
inaugurazione 30 aprile ore 11.00

L’installazione ad Assisi è la prima tappa di un progetto internazionale che porterà l’opera d’arte anche a Roma, Milano e in altre città europee.
Con “Sotto l’Ombrello” l’arte invade il campo della vita di tutti i giorni e per far riflettere sulla “protezione”, un concetto tanto centrale nel nostro quotidiano (dal cibo, alla sicurezza, ai terremoti, all’acqua, alle malattie) quanto effimero e precario. Un’opera d’arte totale che frutto di un percorso interattivo con i più giovani permetterà di viverla dall’interno.

Alexander Jakhnagiev, figlio d’arte (Ivan Jakhangiev) , non è nuovo a progetti di pittura interattiva insieme ai più giovani. Molte le performance realizzate nelle scuole di Perugia, Roma, Catania, Rimini, Gorizia, Torino, Bologna, Bari, Trapani, Pescara, Treviso. Il progetto “Le Lacrime dell’Albero”nel 2005 realizzato con l’Adoc, con gli scolari in 12 città italiane, il progetto “Sotto l’Ombrello” nel 2006/2007 con i bambini di Firenze, Assisi, Bologna. Inoltre nel 2002 Jakhnagiev ha realizzato “Dal Consiglio regionale con Cuori” opere dipinte insieme ai Consiglieri regionali, Assessori e Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, coinvolgendo così i politici umbri in un progetto di pittura interattiva. Nel 2007 realizza il progetto Parabole a Colori, pittura su delle parabole televisive contro l’inquinamento visivo dei tetti, che nel 2008 espone al Cairo presso Al Gezira Art Center, invitato dal Ministero della Cultura d’Egitto. Nel giugno 2007 una sua opera è pubblicata sul biglietto della lotteria nazionale Italia. Nel 2007 e 2008 realizza i progetti “Sottosuoli” e "Schiavitù", un percorso performativo con gli emarginati. Nel 2011 partecipa alla mostra “Omaggio alla Shoah” al Museo di Jaffa in Israele.


Data Inserimento: Fri, Apr 22, 2011 - 15:50:32

Evento N°: 1029

Nome: Françoise Calcagno Art Studio

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Località: VENEZIA
Conversazione sul libro
“Cento Madri” di Alfonso Lentini
a cura di Francesca Brandes

Sabato 30 aprile, alle ore 18.30, presso il Françoise Calcagno Art Studio, in campo del Ghetto Nuovo a Venezia, Francesca Brandes interverrà sul libro di Alfonso Lentini “Cento madri” e ne discuterà con l’autore.

“Cento madri” - edito da Foschi e vincitore del premio “Città di Forlì” - viaggia al tempo del monologo interiore: una sorta di ode al femminino, ma visto dal basso e da occhi non femminei. Il piccolo protagonista è piccolo solo in apparenza, e il suo universo, chiuso dalle pareti del palazzo in cui vive, non è che il preludio di qualcosa di ben più ampio. Sullo sfondo di una Sicilia opulenta, languori e ribellioni si confondono gli uni negli altri: così come la vita, la morte, il sesso, la perdita e l’illusione. In ognuna di queste stazioni si ferma la mente del protagonista: che si autodenuncia traditore fin dalla primissima riga, e per mano accompagna lungo la trama delle sue riflessioni, dei suoi segreti, delle sue contraddizioni. Tutto quello che è necessario accada accade attraverso il pensiero e la percezione (…). Tutto è avvolto da una sottile pellicola di mistero, i simboli sono scopertamente importanti, la lingua si piega all’invenzione, all’umore, all’ambiguità percettiva e diventa una specie di gesto. Riuscirà la malia delle “Cento madri” a dominare il piccolo protagonista, ad asservirlo all’universo che gli ha creato tentando di cucirlo addosso al suo stesso respiro? Per capirlo occorre entrare nel “madrificio”, e ascoltare il suono del suo incantesimo che, da sempre, lega il dono all’abbandono.
(Michela Fregona)

Alfonso Lentini, poeta, saggista, narratore, è anche artista. Questa sua collaterale vocazione è ben presente nel suo ultimo lavoro letterario, Cento Madri, che esce a distanza di quattro anni dal romanzo Un bellunese di Patagonia, storia di un emigrante alla rovescia, e di sei anni da quell’autentico gioiello costituito dal Piccolo inventario degli Specchi, dove Lentini usa un oggetto, appunto lo specchio, per proporre una singolare storia del mondo, ma soprattutto per mostrarci il lato nascosto e oscuro dell’anima umana.
Anche in quest’ultimo romanzo c’è un mondo, quello delle Cento Madri, racchiuso in una grande casa in una regione geografica facilmente identificabile nella Sicilia. E c’è una sorta di esplorazione delle profondità di un uomo, a partire dalla mitica infanzia di “principino”, circondato, protetto ma anche soffocato dalle madri del titolo, fino alla dolorosa, inevitabile decisione che sarà svelata solo nel finale del libro, ma preannunciata già nell’incipit: “Io, che ho commesso il delitto più atroce, ho avuto cento madri”.
(Gian Maria Molli)
Cento madri è appunto un “romanzo”, come suona la copertina, ma che cosa vi si narra? e come lo si narra? Se è romanzo, è una prova di congedo dalla antiche norme del genere, una prova in cui l’autore sembra perseguire gli stessi fini della propria attività di artista visivo: parole che si fanno materia, e che in quella materia trattengono una robusta carica espressiva.
(Antonio Castronuovo)

Via di mezzo tra poème en prose e ‘mito’ in lasse, in Cento madri la lingua impera sì, ma senza soffocare né minimamente scalfire l’efficacia e l’integrità della fabula, che avvince e coinvolge, come si dice, dal primo all’ultimo rigo. (…) Se la nostra società letteraria somigliasse anche solo in minima parte a quella degli anni Sessanta, se i vari D’Orrico che ammorbano le nostre gazzette valessero un’unghia di Luigi Baldacci o un capello di Carlo Bo, quest’opera sarebbe accolta con cento ovazioni.
(Gualberto Alvino)

C’è l’andare sinuoso della melodia in Cento madri di Alfonso Lentini. Quel filo ritorto che è innanzitutto del poeta, e affabula di versi la storia, la immerge in una profetica omnitemporalità.
(Francesca Brandes)

***
Alfonso Lentini è di origine siciliana, ma vive da oltre trent’anni a Belluno, dove insegna e si occupa di scrittura e arti visive. Fra i suoi libri, La chiave dell'incanto (Pungitopo, 1997), Mio minimo oceano di croci (Anterem, 2000), Piccolo inventario degli specchi (Stampa Alternativa, 2003) e Un bellunese di Patagonia (Stampa Alternativa, 2005).
Nelle sue numerose mostre e installazioni tenute in Italia e all’estero propone opere basate sulla valorizzazione della parola nella sua dimensione materiale e gestuale.
Francesca Ruth Brandes vive ed opera tra Verona e Venezia. Saggista, curatrice e critica d’arte, ha scritto e condotto per RadioRai programmi di attualità culturale. Si è spesso occupata di tematiche ebraiche. Ha pubblicato, fra gli altri, per i tipi di Marsilio Itinerari ebraici del Veneto, oltre a testi per il teatro e cataloghi monografici. Fra i suoi libri di poesia, il più recente è Trasporto (Lietocolle, 2009). E’ collaboratrice del Centro Internazionale della Grafica di Venezia, dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, del Gruppo di ricerca visuale Verifica 8+1 di Venezia-Mestre.


Françoise Calcagno Art Studio, Campo del Ghetto Nuovo 2918 Venezia, Info: (+39) 3391134786 (+39)0415246039
info@calcagnoartstudio.com

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