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EVENTI E MOSTRE PITTURA - SPAZIO INTERATTIVO

ATTENZIONE
Questo spazio sarà a breve chiuso. Abbiamo tuttavia appena aperto la sezione EVENTI E MOSTRE DI PITTURA su Facebook dove sei invitato a postare il tuo evento.


Data Inserimento: Mon, Dec 12, 2011 - 02:57:00

Evento N°: 1283

Nome: Maria Vittoria Lera

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Località: LUCCA
IL FUTURISMO ITALIANO AL BEAUBOURG DI PARIGI

Si può discutere fin dal titolo: “Le futurisme à Paris. Une avant-garde explosive”. Stiamo naturalmente parlando della grande esposizione che da poco ha aperto i battenti al Beaubourg (li chiuderà il prossimo gennaio) e che ha fatto molto rumore per la disinvoltura della impostazione voluta dal curatore Didier Ottinger. I futuristi, a cominciare dal loro nume, Filippo Tommaso Marinetti, si recarono a Parigi per un viaggio obbligato. Parigi all’inizio del Novecento era il centro del mondo. La capitale delle innovazioni, scientifiche e soprattutto artistiche. La culla della moda. Parigi per prima aveva messo in scena la cultura del piacere e del vedere. Che si trattasse delle gambe delle ballerine al Moulin-Rouge, dei viaggi sulla Luna del mago dell’illusionismo cinematografico Georges Méliès, o delle merci esposte nei grandi magazzini a due passi dalla Senna come il Bon Marché, poco importa; tutto aveva un comune denominatore: lo sguardo. Parigi era desiderosa di vedere. E quindi si accorreva nella capitale delle arti e degli artisti per mostrare. La città di Baudelaire e Apollinaire, degli impressionisti, dei “pointellisti” come Georges Seurat, che aveva dipinto nel 1889 la Tour Eiffel in costruzione con tanti punti di tenui colori, avviando la scomposizione della figura che avrebbe portato all’astrattismo, era la patria ideale delle avanguardie. Per questa ragione i futuristi si recarono a Parigi. Ma il futurismo resta un’esperienza italiana; la prima e più potente delle avanguardie misuratesi con la modernità. Se sorvoliamo sul “gallocentrismo” della esposizione al Beaubourg, e ci concentriamo sulle opere esposte, questo l’occhio del visitatore percepisce. La mostra, nelle intenzioni del curatore, vuole evidenziare il ruolo del futurismo quale fondamento del modernismo, in relazione alle altre ricerche dell’avanguardia europea. Il nucleo centrale dell’esposizione è basato dunque sul futurismo italiano, con la furbesca trovata di presentare 30 delle 34 opere che vennero esposte proprio a Parigi nel febbraio del 1912 alla galleria Bernehim Jeune. In circolo gli ruotano intorno varie sezioni, le cui più importanti sono quelle dedicate al cubismo, al cubofuturismo sovietico, al vorticismo inglese e all’orfismo francese. Boccioni e uno dei suoi tanti sfolgoranti e potenti “Stati d’animo”, e Balla, Carrà, Sironi, messi a confronto con Bracque, Duchamp, Delaunay, Kupka, Léger, Malevič, Picabia e Picasso. Se la modernità è progresso, dinamicità, contrasto, velocità, violenza, contraddizione e forza, ebbene il futurismo di tutto ciò è la visiva esaltazione. Più di ogni altra avanguardia. Questo ci dicono, senza ombra di dubbio, le 200 opere esposte al Beaubourg.


Data Inserimento: Sun, Dec 11, 2011 - 12:58:26

Evento N°: 1281

Nome: Davide Ceccarossi

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Località: CHIETI


Turn over di pittori alla Bottega d'arte della Camera di Commercio di Chieti. La commissione tecnica promuove la causa di tre pittori emergenti,dagli esordi recenti, giovani artisti che presenzieranno la mostra con ospiti d'eccezione.

L'artista Davide Ceccarossi esporrà quadri di piccolo,medio e grande taglio. Opere dal 2006 al 2011.Egli sposa la filosofia umanistico-ritrattista con cenni surrealisti e
e di moderna introspezione. Difatti l'indagine si riversa tutta sull'essere. Recuperato l'ordine, ne governa lo spazio poliedrico. La tecnica prediletta è l'olio ma troverete anche opere con colori acrilici.

La coppia Xenia Granata e Gabriella Coletti lavora a 4 mani sulle opere. Una unione armoniosa di colori acrilici sgargianti e altri effetti materici eleganti che mostrano con naturalezza una visione del quotidiano innocente e preziosa, sorprendevole.

Dal 27 al 30 dicembre.Ore 10:00-13:00 e 16:00-19:00.
Piazza G.B.Vico 3 a Chieti.


Data Inserimento: Sun, Dec 11, 2011 - 00:52:35

Evento N°: 1280

Nome: nikka.art

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Località: NON SPECIFICATO
AVELLA / PALAZZO BARONALE
"Artisti Contemporanei a confronto....aspettando il Museo"


Si terrà ad Avella, in provincia di Avellino, la mostra d'arte contemporanea dal titolo: Artisti contemporanei a confronto"
Trattasi di 50 opere, molte delle quali provenienti da importanti collezioni private e frutto di un'attenta selezione effettuata dagli organizzatori della mostra.
L'evento è stato organizzato da Eureka Eventi d'Arte di Massimo Picchiami in collaborazione con la Pro Loco Abella di Avella (presidente Pietro Luciano) e sotto il "Gratuito Patrocinio" del Comune di Avella.
Alcune opere sono inedite, presentate per la prima volta in occasione dell'evento/mostra. Gli artisti, alcuni dei quali stranieri, sono nominativi che fanno capo ad alcune Associazioni come Ars Supra Partes, al MAP di Cagliari, alla Fondazione De Nittis di Barletta.
Molti artisti presenti fanno parte del gruppo degli artisti gestiti e coordinati da Eureka Eventi.
Curatore della mostra lo stesso Massimo Picchiami, in collaborazione con il Cav. Luigi Trimarco della CCC Assisi-Malta e Domenica Concilio in arte Nikka pittrice napoletana.
Il critico che presenterà l'evento sarà l'ing. Carlo Roberto Sciascia, uno dei maggiori critici attualmente presenti nel panorama artistico nazionale.
La provenienza degli artisti è eterogenea: alcuni provengono dalla Puglia, altri dall'Umbria e dal Lazio, molti dalle vicine Napoli e Caserta.Tre artisti sono stranieri.
L'esposizione vedrà sia dipinti figurativi classici, sia informali che materici. Una sezione sarà dedicata sia alla fotografia che all'arte concettuale. 360 gradi di stili pittorici e di tecniche utilizzate.
Gli artisti presenti sono tutti affermati, con CV di tutto rispetto, e molti di loro hanno vinto ed ottenuto prestigiosi riconoscimenti nazionali.
Alcune delle opere presentate fanno parte della prestigiosa collezione"Rosso luce nero tenebra", curata e selezionata negli anni da numerosi curatori e critici d'arte.
La mostra sarà inaugurata il 16 dicembre alle ore 18 presso il Palazzo Baronale, sede del Comune di Avella e dell’istituendo Museo Archeologico.
Ingresso libero.
La mostra rimarrà aperta fino al 22 dicembre 2012



Data Inserimento: Sat, Dec 10, 2011 - 14:22:53

Evento N°: 1273

Nome: Giorgio Del Bono

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Località: PESCARA
PESCARA DICEMBRE 2011
Artisti in vetrina
Dal 15 al 31 Dicembre 2011 in alcune vetrine e locali della città saranno esposte le opere dipinte da noti pittori italiani.
La manifestazione è organizzata dall'Associazione Culturale
Laboratorio d'Arte di Pescara.
Per informazioni telefonare al num. 3334838185
Auguri a tutti!
Prof Giorgio Del Bono


Data Inserimento: Thu, Dec 8, 2011 - 19:18:37

Evento N°: 1272

Nome: Carlo Severati

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Località: ROMA
Galleria Embrice – Roma, Via delle Sette Chiese, 78 - Tel. 06.64521396 – www.embrice.com


FRANCO PURINI: BIANCO E NERO.
NOVE DISEGNI PER UNA CIT
TÀ.


A cura di Carlo Severati.

Inaugurazione: venerdì 16 dicembre 2011, dalle ore 18.00

Da venerdì 16 dicembre a venerdì 23 dicembre 2011. Orario: 18.00 - 20.00. Chiuso la domenica.



Da venerdì 16 dicembre a venerdì 23 dicembre 2011 la Galleria Embrice (www.embrice.com - Roma, Via delle Sette Chiese, 78 - tel 06.64521396) propone la mostra Franco Purini: bianco e nero. Nove disegni per una città.

Ciascuno di noi, di fronte a questi nove cartoncini appoggiati su tavole di legno, deve percorrere a suo rischio la strada dell’interpretazione e della genealogia; delle fonti, se vuole. Con l’eventualità di perdersi nei meandri dell’intelligenza della cultura.
Pausa, ripresa, graduazione, lotta sono figure retoriche usate da Athanasius Kircher nel 1650, nel suo Musurgia universalis, sive ars magna consoni et dissoni, che tratta temi matematico musicali. Un testo recentemente identificato come possibile fonte per Arte della fuga di Johan Sebastian Bach; opera forse coeva delle trenta Variazioni Goldberg. Alla Arte della fuga Raymond Queneau accosta i suoi Esercizi di Stile del 1942.
Potremmo quindi, se fosse legittimo, qualificare i nove disegni di Fanco Purini che Embrice espone, e che certamente contengono matematica, e potenzialmente musica, trovare pacificatori riferimenti letterari e musicali, usando il sostantivo variazione come guida.
Giovani allievi del Professor Purini si sono cimentati, sulla traccia panovskyana, nello studio di analogie strutturali fra progetto moderno e musica contemporanea.

Tuttavia i Nove disegni per una città, presentati con il titolo Bianco e nero ripropongono più in generale una Stilfrage, un interrogativo sullo stile; ma di più: molti interrogativi.
Suona telematicamente da un Ipad l’allarme di casa e frettolosamente lasciamo gli schoeller 50x70 che stavamo guardando di traverso, per cercare le cancellature fatte a lametta. Gillette blue, per la precisione, perché fanno il taglio netto quando le rompi.
Fuori dalle bianche stanze e dal piancito alberato (porfido e tessere a giro di marmo bianco, una delle mille copie del parterre d’ingresso di Libera all’EUR, dalle tegole in pietra delle chiese rainaldesche di Piazza del Popolo) ci accoglie la città reale, con la qualità edilizia e la overdose di traffico del Quartiere Trieste di Roma. All’angolo, sotto la madonnina ristrutturata qualche decennio fa, e quindi dimentica di quella qualità, è stata rimossa la carrozzina di latta nella vetrina sotto l’immagine sacra: nei primi anni Settanta un autobus la investe con due gemelli dentro, la schiaccia, i gemelli si salvano.
La scelta dello schoeller, confermata definitivamente in contemporanea all’avvio dell’uso sistematico dell’ordinateur nello Studio Purini Thermes, non è volutamente anacronistica.
Significa piuttosto la scelta di un sentiero difficile nella poca cellulosa usabile - spessa meno di un millimetro - che costituisce un parametro costante di riferimento per la fatica per realizzare un rendering animato o per processare un file da tre giga per la stampa.

Per Franco Purini è anche il razionale avvio di una scissione ossessiva: la push button age dei primi anni Settanta e la sua attuale transizione nella touch screen age facciano pure il loro corso.
L’architetto può sopravvivere accettando la schizofrenia di questa struttura duale del rappresentare.
Migliaia di pagine di croquis, centinaia fra note e saggi, migliaia di disegni bianco e nero e a colori su diversi supporti. Fra questi, moltissimi disegni descrittivi, di progetti spesso realizzati, documentati nei disegni dello Studio Purini-Thermes, una parte dei quali (16.000 pezzi ) identificata e schedata.
Distinti da ciò, più di 700 disegni su cartoncino schoeller.
Ma c’è anche una struttura duale del fare.
Un Accademico: Architetto del Principe, (oggi il Mercato, o l’Amministrazione o qualche frammento residuo di borghesia intelligente che apprezza il valore aggiunto del progetto) al tempo stesso si applica all’esercizio quotidiano di riconoscere se stesso: come in una vestizione settecentesca la scelta di una fibbia o nell’opera la scelta del colore di un inchiostro. Testimonianza di una dedizione, è la parola, vegliata e condivisa da Laura Thermes. Tanto che un altro titolo poteva essere Disegni per la città di Laura.

Post scriptum
Embrice potrà anche far scorrere slides dai taccuini di schizzi di Franco Purini e filmati delle opere costruite dallo Studio Purini-Thermes. Segnalerei fra tutte la casa a Capalbio e il progetto per Torino Porta Susa. Ma il tutto somiglia a un fiume, dal quale abbiamo appena invasato un po’ d’acqua. Pulita.



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