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ATTENZIONE |
Data Inserimento: Mon, Sep 15, 2014 - 21:30:04 |
Evento N°: 2071 |
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| Nome: Edoardo De Santis |
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| Località: MILANO |
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Il 18 settembre 2014 presso la Galleria Marini si inaugura la mostra dedicata al pittore Giuseppe Ajmone. Risale al 2004 l’ultima mostra personale a Milano. Con questa esposizione proponiamo il ritorno dell’ artista presentando una quarantina di opere, tutte oli su tela . Scrive Elena Pontiggia nella presentazione in catalogo “… Quando, fra un paio di secoli, gli storici rifletteranno sulla distruzione della natura avvenuta nel Novecento (no, no, non stiamo per proporre l’ennesima geremiade apocalittica sull’argomento, ma è un dato di fatto che il secolo breve ha fatto strage di uomini e ambienti, e forse dei secondi più ancora dei primi); quando, dunque, si stilerà un regesto di quella catastrofe, un pittore come Ajmone apparirà tra gli interpreti più sensibili non, genericamente, della natura, di quella natura. Ajmone, si intende, non ha dipinto distruzioni, ma ne ha registrato le premesse e preannunciato le conseguenze. Il tema principale (e, per così dire, principe) della sua pittura è stato la fisicità che, derivando dal greco füsis, è un altro nome della natura. Della fisicità di persone, luoghi, acque, flore, ha descritto la bellezza e il fascino, ma anche la debolezza, la fragilità, la precarietà, insomma tutto ciò che la rende tanto soggetto di seduzione quanto oggetto di dissoluzione…”. Giuseppe Ajmone è nato a Carpignano Sesia in provincia di Novara il 17 febbraio 1923. Allievo all'Accademia di Brera dove ha frequentato i corsi di Achille Funi e Carlo Carrà, è stato nel dopoguerra fra i protagonisti del movimento di Corrente aderendo nel '46 con Morlotti e Cassinari al manifesto del realismo Oltre Guernica, in cui, sulla base della lezione di Picasso, si propugnava un indirizzo postcubista in pittura. Nel '49, però, Ajmone se ne distaccava per avvicinarsi alla pittura di Bonnard e di Cézanne. I suoi fiori e le sue nature morte acquistano così una nuova delicatezza cromatica vibrante di leggere dissonanze. Il tema del paesaggio appare con continuità nella sua pittura intorno alla fine degli anni Cinquanta. C'è sempre nei suoi paesaggi una sottile tensione emotiva che non affiora mai alla superficie e che dà al fondamentale lirismo delle sue composizioni un tono lievemente drammatico. Ajmone spoglia la realtà di ogni fattore accidentale “per far coincidere gli elementi di emozione con gli elementi di struttura”, come ha scritto Vittorio Fagone. Da qui nei suoi paesaggi quel nitore che, secondo Carluccio, è un'esigenza spirituale di certezza delle cose prima che un'esigenza formale del suo linguaggio. L'artista piemontese si è dedicato con eccellenti risultati anche alla grafica realizzando numerose acqueforti e serie litografiche. Per molti anni, a partire dal 1951, ha collaborato con la Triennale di Milano come membro del Centro studi. E' morto a Romagnano Sesia (Novara) l'8 aprile 2005. [img] http://pinacoteche.pittart.com/mostre/eventi/uploads/Il 18 settembre 2014 presso la Galleria Marini si inaugura la mostra dedicata al pittore Giuseppe Ajmone. Risale al 2004 l’ultima mostra personale a Milano. Con questa esposizione proponiamo il ritorno dell’ artista presentando una quarantina di opere, tutte oli su tela . Scrive Elena Pontiggia nella presentazione in catalogo “… Quando, fra un paio di secoli, gli storici rifletteranno sulla distruzione della natura avvenuta nel Novecento (no, no, non stiamo per proporre l’ennesima geremiade apocalittica sull’argomento, ma è un dato di fatto che il secolo breve ha fatto strage di uomini e ambienti, e forse dei secondi più ancora dei primi); quando, dunque, si stilerà un regesto di quella catastrofe, un pittore come Ajmone apparirà tra gli interpreti più sensibili non, genericamente, della natura, di quella natura. Ajmone, si intende, non ha dipinto distruzioni, ma ne ha registrato le premesse e preannunciato le conseguenze. Il tema principale (e, per così dire, principe) della sua pittura è stato la fisicità che, derivando dal greco füsis, è un altro nome della natura. Della fisicità di persone, luoghi, acque, flore, ha descritto la bellezza e il fascino, ma anche la debolezza, la fragilità, la precarietà, insomma tutto ciò che la rende tanto soggetto di seduzione quanto oggetto di dissoluzione…”. Giuseppe Ajmone è nato a Carpignano Sesia in provincia di Novara il 17 febbraio 1923. Allievo all'Accademia di Brera dove ha frequentato i corsi di Achille Funi e Carlo Carrà, è stato nel dopoguerra fra i protagonisti del movimento di Corrente aderendo nel '46 con Morlotti e Cassinari al manifesto del realismo Oltre Guernica, in cui, sulla base della lezione di Picasso, si propugnava un indirizzo postcubista in pittura. Nel '49, però, Ajmone se ne distaccava per avvicinarsi alla pittura di Bonnard e di Cézanne. I suoi fiori e le sue nature morte acquistano così una nuova delicatezza cromatica vibrante di leggere dissonanze. Il tema del paesaggio appare con continuità nella sua pittura intorno alla fine degli anni Cinquanta. C'è sempre nei suoi paesaggi una sottile tensione emotiva che non affiora mai alla superficie e che dà al fondamentale lirismo delle sue composizioni un tono lievemente drammatico. Ajmone spoglia la realtà di ogni fattore accidentale “per far coincidere gli elementi di emozione con gli elementi di struttura”, come ha scritto Vittorio Fagone. Da qui nei suoi paesaggi quel nitore che, secondo Carluccio, è un'esigenza spirituale di certezza delle cose prima che un'esigenza formale del suo linguaggio. L'artista piemontese si è dedicato con eccellenti risultati anche alla grafica realizzando numerose acqueforti e serie litografiche. Per molti anni, a partire dal 1951, ha collaborato con la Triennale di Milano come membro del Centro studi. E' morto a Romagnano Sesia (Novara) l'8 aprile 2005. ![]() | ||
Data Inserimento: Mon, Sep 15, 2014 - 12:56:43 |
Evento N°: 2068 |
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| Nome: Marcello Arosio |
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| Località: MILANO |
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KERNEL THEATER /014 _ENVISIONING BEETHOVEN CONCERTO SINFONICO E VISUAL MAPPING Venerdì 26 e sabato 27 Settembre, Villa Tittoni Traversi - Desio Spettacoli ore 21.00 e 22.30 Audiovisual 3D Mapping e musica classica, si fonderanno in un evento unico e coinvolgente. 
Le visionarie composizioni di Beethoven prenderanno vita attraverso il visual mapping sulla facciata della Villa neoclassica. L’Orchestra Senzaspine di Bologna eseguirà il Coriolano (ouverture) e la Sinfonia n.5, e 4 artisti di provenienza internazionale, Luis Sanz, Vargasz, Deltaprocess e Paradigme, si esibiranno in tempo reale in una dinamica performance visiva, che sarà la chiave per nuove interpretazioni della musica e dell’architettura settecentesca. Kernel Theater /014 è questo e molto altro! Public talks, Silent Disco, live VJ mapping jam session... Scopri tutte le informazioni e il programma su www.kernelfestival.net FB event: https://www.facebook.com/events/1528834810664816/ 
Spettacoli ore 21.00 e 22.30 Servizio bar e ristorazione 19.00 - 02.00 Biglietto €12 Limited early tickets: Mailticket Prenotazioni: villeaperte ![]() | ||
Data Inserimento: Fri, Sep 12, 2014 - 09:33:58 |
Evento N°: 2066 |
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| Nome: IdentiteUnique |
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| Località: France |
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Progetto evento internazionale a Venezia Galleria parigina propone attraverso l'Open Space “Identité Unique” la possibilità di partecipare all'evento internazionale nella città Venezia. L’evento della durata di sei mesi (maggio-novembre 2015), in una prestigiosa cornice, occasione per presentare le proprie opere a questo evento di risonanza internazionale, con un’attenta selezione di artisti, da parte del nostro staff specializzato, per questo importante evento, realizzando una rosa di artisti, unici nel loro genere, attraverso le loro opere traspaia il tratto dell’amore per l’arte. info: galeriesestolord@gmail.com | ||
Data Inserimento: Fri, Sep 12, 2014 - 09:22:52 |
Evento N°: 2059 |
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| Nome: Open Space Identité Unique |
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| Località: France |
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Progetto evento internazionale a Venezia Galleria parigina propone attraverso l'Open Space “Identité Unique” la possibilità di partecipare all'evento internazionale collaterale alla 56. Biennale di Venezia 2015. L’evento della durata di sei mesi (maggio-novembre 2015), in una prestigiosa cornice, occasione per presentare le proprie opere a questo evento di risonanza internazionale, con un’attenta selezione di artisti, da parte del nostro staff specializzato, per questo importante evento, realizzando una rosa di artisti, unici nel loro genere, attraverso le loro opere traspaia il tratto dell’amore per l’arte. info: galeriesestolord@gmail.com | ||
Data Inserimento: Tue, Sep 9, 2014 - 13:12:52 |
Evento N°: 2053 |
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| Nome: Tiziana Pantaleo |
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| Località: PALERMO |
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Frammenti e Brani a cura di Alessandro Pinto Giovedì 18 settembre alle ore 19 presso la RizzutoGallery (Palermo, via Monte Cuccio 30) verrà inaugurata Frammenti e Brani, bi-personale di Andrea Mineo e Lisa-Julie Rüping, a cura di Alessandro Pinto. La mostra conferma l’attenzione della Galleria per gli artisti emergenti, e segna l’inizio di un dialogo con artisti internazionali, in particolare attivi in Germania. Mineo (Torino, 1989) e Rüping (Dormagen, 1986) rappresentano due posizioni artistiche antipodiche anche se entrambi - attraverso l’utilizzo di diversi medium (disegno, fotografia, scultura, installazione) - esplorano le relazioni con lo spazio e la relatività delle percezioni, lavorando sullo scambio tra dimensione fisica e mentale, oltrepassando i limiti dell’architettura e sconfinando nell’immaginario. Il titolo della mostra, tratto da un verso di Rilke (“Vedi, ora è il momento di portare frammenti e brani come fossero un tutto”, Sonetti a Orfeo I, XVI), si adatta alle opere dei due giovani artisti a partire dagli elementi basici che le animano: le linee appena accennate e le macchie a parete di Rüping, i frammenti e i materiali semplici di Mineo. Lisa-Julie Rüping presenterà disegni, fotografie e installazioni che mostrano il suo interesse verso la composizione di strutture che si dipanano attraverso linee e superfici, annichilendo la profondità. Nelle opere su carta sono linee accennate o più marcate, rette e trasversali, che formano, come in una partitura, ritmi visivi lievi. Nelle fotografie invece l’artista tedesca ritrae cieli, pareti e angoli di edifici dal basso verso l’alto che, attraverso la messa a fuoco degli elementi in primo piano e il fuori fuoco dello sfondo, vengono ridotti a pure superfici perdendo il loro valore mimetico a vantaggio di una costruzione di piani percepibili solo attraverso la materialità perduta degli oggetti e la leggerezza delle forme pure e avulse da ogni caratterizzazione. Le istallazioni presentano insieme oggetti e pitture alle pareti. Due forme espressive che differiscono fortemente tra loro; la pittura alla parete ha, infatti, effetti quasi illusionistici e proiettivi che si oppongono agli oggetti materiali posti nello spazio. Il collegamento tra l’elemento pittorico e quello plastico è reso da una corrispondenza formale e cromatica che produce un forte contrasto tra l’evanescenza del frammento-macchia alla parete e la concretezza dell’oggetto. Andrea Mineo esporrà sculture e due installazioni pensate per gli spazi della Galleria. Ogni installazione dell'artista palermitano nasce da frammenti, oggetti accumulati e stratificati nel tempo, materiali semplici e comuni. A partire da questi elementi l'artista costruisce nuovi percorsi, costruzioni e strutture che si impongono sullo spazio superando il valore simbolico che a prima vista sembrano suggerire all'osservatore: la colonna di monete di cristallo che attraversa lo spazio come per definirne i limiti per poi proiettarsi idealmente all'infinito, l'edificazione del Grande Muro di cioccolato che si pone come esercizio volto al superamento del limite e le sculture Lingotti che inglobano una quantità di "materia essenziale" di siti storici recentemente andati distrutti o abbandonati all'incuria e alla rovina. Alla base delle opere di Mineo vi è l'osservazione profonda della società; ogni opera non si pone come critica decostruttiva, ma, al contrario, sono ri-costruzioni, nuove forme che impongono leggi proprie e che allegoricamente diventano lenti attraverso cui leggere il nostro tempo, la nostra storia e il nostro futuro. LISA-JULIE RÜPING (Dormagen, 1986) Ha studiato Filosofia e Germanistica all’Università di Colonia. Dal 2008 ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf nella classe del Prof. Georg Herold, di cui è attualmente masterstudent. Frequenta la Scuola Nazionale di Belle Arti di Parigi nella classe di Jean-Marc Bustamante. E’ vincitrice di due art award (Eurode art award nel 2012 e Art award Atelierhaus Hansastraße della città di Neuss nel 2013 ) e di una borsa di studio DFJW nel 2014. Tra le principali mostre Rundstedt, Förderpreisausstellung, Düsseldorf nel 2009; Kommt doch, Walzwerk 0, Düsseldorf nel 2010., Double Trouble, Hafentor 7, Amburgo nel 2012; „Ansammlungen“, Pilotprojekt, Düsseldorf, nel 2014. Vive e lavora tra Düsseldorf e Parigi. ANDREA MINEO (Torino, 1989) Laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, si trasferisce a Milano dove prosegue gli studi presso l’Accademia di Brera; durante gli studi a Palermo lavora come assistente nello studio di Manfredi Beninati, svolge mansioni di logistica e allestimento in diversi spazi espositivi lavorando per le mostre di Adrian Hermanides, Debora Ligorio, John Kleckner, Lovett & Codagnone, Isidro Aparicio e Julieta Aranda. Svolge attività formative e viaggi a Berlino, Roma, Milano e Pantelleria. Partecipa a mostre e residenze d’artista a Castroreale (ME) diretta da Hidetoshi Nagasawa, a Milano presso Fabbrica del Vapore e diretta da Italo Zuffi, a Castel Di Tusa diretta da Diego Perrone, Gianni Caravaggio e curata da Daniela Bigi. È presente nell’archivio DOCVA. Dal 2008 al 2011 è componente di una compagnia teatrale che si occupa di nuovi linguaggi del corpo. Dal 2012 è ideatore promotore a Palermo del progetto MACERIE che mira alla riapertura di siti storici di notevole importanza andati distrutti o in via di decadimento, tramite il coinvolgimento di numerosi artisti nazionali ed esteri. Negli anni la pratica artistica di Andrea Mineo è proseguita sviluppando nuovi processi di analisi socio-culturale perpetuata nell’osservazione dei cambiamenti e dissesti urbani, attraverso la manipolazione di grandi spazi e contesti differenti. Attualmente porta avanti una ricerca nel campo della generazione di energia attraverso il superamento di limiti personali-individuali e contestuali mantenendo una certa predisposizione all’ideazione di progetti che coinvolgono a vari livelli la comunità. Andrea Mineo vive e lavora fra Milano e Palermo. Andrea Mineo | Lisa-Julie Rüping Frammenti e Brani a cura di Alessandro Pinto RizzutoGallery - Palermo, Via Monte Cuccio 30 Inaugurazione: giovedì 18 settembre 2014, ore 19.00 Fino al 18 ottobre 2014 Orari: da giovedì a sabato, ore 16.00–20.00 - Ingresso libero Per informazioni: Eva Oliveri +39 348.3622577; evaoliveri@rizzutoarte.com Tiziana Pantaleo +39 091 526843; tizianapantaleo@rizzutoarte.com www.rizzutogallery.com ![]() ![]() | ||
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Created by George Currums. |